Vino del Vitigno Aglianico

Il Vitigno Aglianico!

L’Aglianico è un vitigno a bacca rossa che trova la sua massima espressività in Campania e Basilicata, ma sviluppandosi facilmente in climi prevalentemente soleggiati, nel corso degli ultimi anni è stato impiantato anche oltre oceano, in zone come la California e l’Australia.

La storia del Vitigno Aglianico

L’Aglianico è uno dei Vitigni più antichi d’Italia, le sue origini sono da imputare, con molta probabilità, ad un popolo autoctono greco, originario della Tessaglia , che lo introdusse appunto in Italia tra il VII e VI secolo avanti Cristo.

Sin dal tempo dei Romani, i vini più noti e considerati i ” migliori “, erano appunto i vini provenienti dal territorio greco, messi in contrapposizione a quelli di origine latina, che all’epoca venivano considerati plebei, semplici e commerciali.

I vini greci, ottenuti dalla coltivazione del Vitigno Aglianico tramite la tecnica ad alberello,  prevedeva e prevede, uno sviluppo contenuto della pianta ed un numero limitato di gemme a 40/50 mila per ettaro. Il vino greco dell’epoca, era una tipologia di vino molto diversa da quella a cui siamo abituati e che oggi definiremmo passito, quindi dolce e fortemente alcolico.

Agli antipodi da molti vini ottenuti oggi dalla lavorazione del Vitigno Aglianico, Fermi, equilibrati e strutturati.

Vitigno Aglianico – Testimonianze e citazioni letterarie

Molte sono le Testimonianze della storicità del Vitigno Aglianico, tra queste ricordiamo il ritrovamento di un torchio di epoca romana nei pressi di Rionero in Vulture (comune situato alle pendici del Monte Vulture), in provincia di Potenza (Basilicata).

Nel corso della storia, in letteratura, il vitigno Aglianico è più volte citato e menzionato come nobile Vitigno, tra i Grandi filosofi, scrittori e storici, oggi ricordiamo le parole di Orazio ( 65-27 A.C.)

 che “cantò” le qualità della sua terra natia, Venosa, e di questo ottimo vino.

Una citatzione generalizzata del Vitigno Aglinico la ritroviamo anche nell’Odissea di Omero;

 “offrì a Polifemo un vino greco dolcissimo, che lo ubriacò

Origini del “Nome Aglianico”

Non abbiamo certezze assolute sulle origini del nome Aglianico, ma le ipotesi da considerare sono due:

La prima originaria del territorio campano, la seconda deriva dall’antica Grecia.

La prima accosta l’origine del nome “Aglianico” all’antica città di Elea, conosciuta in epoca romana con il nome di Velia, un’antica polis (Città) della Magna Grecia che si affaccia sulla costa del Mar Tirreno in Campania, a sud di Salerno.

La seconda ipotesi, invece, vuole che il nome di questo vitigno, in origine denominato Elleanico/Ellenico (che letteralmente vuol dire “pertinente o riconducibile ai Greci”)  sia stato modificato nel tempo a causa delle varie storpiature di pronuncia subite, sino a farlo divenire Aglianico, come tutti noi oggi lo conosciamo.

Si presume la data della trasformazione del nome da Ellenico in Aglianico, durante il XV secolo, sotto la dominazione Aragonese in Campania, per mezzo della doppia “ll” pronunciata “gli” nell’uso fonetico dell’epoca. 

La denominazione “Aglianico”, è definita e riconosciuta con molti sinonimi;

 Aglianica, gnanico, ellenico, aglianico di Zerpoluso, agliano, agnanico di Castellaneta…..                       Noi delle Cantine Brevetti, il nostro Irpinia Aglianico lo chiamiamo…… O’Ré.

Caratteristiche del vino Aglianico O’RÉO'RÉ vino aglianico

O’RÉ  – Ottenuto al 100 % da Uve Irpinia Aglianico.
Provenienza Uve – Grottolella (AV)
Altitudine Vitigni – 600 metri
Allevamento – Guyot
Resa per Ettaro – 70 Q.li
Invecchiamento – 2 anni, 1 in Barrique di Rovere Francese
Affinamento – 6 mesi in Bottiglia
Volume – 12.5/13.5 in base all’annata

Irpinia Aglianico O’RÉ

È un vino rosso di grande carattere, relativamente complesso e dalla lunga persistenza aromatica. Per saperne di più clicca qui.

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